Votare NO al referendum per salvare l’italiano di Dante


Il 21 giugno 2006, in occasione del suo sessantesimo anniversario, la Costituzione italiana, la nostra “Bibbia laica” come la definì Carlo Azeglio Ciampi, ha ricevuto in Campidoglio uno speciale Premio Strega. A ritirarlo fu uno dei padri costituenti, Oscar Luigi Scalfaro.

“La nostra Carta costituzionale, certo, non è un testo letterario” si legge nella motivazione firmata da Tullio De Mauro. Piuttosto “è una sorgente viva e preziosa per rendere l’intero tessuto sociale e istituzionale conforme ai principi fondamentali che essa enunzia”. E continua:

Ma la nitidezza senza equivoci di tali principi, rara in testi normativi, è, come sappiamo, frutto anche di un’alta tensione espressiva. Una tensione non fine a se stessa: essa ha consentito e consente alla Carta di parlare per tutte e a tutte le coscienze, come sanno fare le opere più alte della nostra letteratura.

Per l’occasione Utet e Fondazione Maria e Goffredo Bellonci (promotrice del Premio Strega) presentarono un’edizione esclusiva della Costituzione, con una interessante introduzione proprio di Tullio De Mauro, tra i più importanti linguisti italiani. Leggiamola insieme.

tullio-de-mauro
Tullio De Mauro.

La grandezza della nostra Costituzione sta nella sua leggibilità, un concetto intuitivo ma non così scontato. De Mauro spiega che “la leggibilità di un testo è legata a due fattori: la maggiore o minore presenza di vocabolario di base e la maggiore o minore brevità dei periodi”. Due concetti forse non altrettanto intuitivi.

“Il vocabolario di base, in italiano come in ogni altra lingua, è il cuore della immensa massa lessicale: è il nucleo di maggiore frequenza e familiarità e, quindi, sia detto subito, di massima trasparenza per la comunità dei parlanti”. Inoltre, continua De Mauro, il vocabolario di base “è anche, nel caso dell’italiano, il cuore storico della lingua: la massima parte d’esso è già presente nella Commedia di Dante e nel primo Trecento”.

Ebbene, la nostra legge fondamentale è composta per il 74% da vocabolario di base, e solo per un quarto da parole non immediatamente comprensibili dalla media dei lettori (ma questo non significa impossibili da capire), “una percentuale altissima di vocabolario di base rispetto alle consuetudini del corpus legislativo italiano”.

“Anche sotto il profilo della brevità delle frasi la Costituzione rivela un non comune impegno linguistico”. I periodi presentano in media meno di 20 parole per frase, dato compatibile con il limite massimo di venticinque parole per garantire una buona leggibilità. Pertanto, prosegue De Mauro, “non occorre ulteriormente sottolineare l’eccezionalità linguistica della Costituzione rispetto alla frustrante illeggibilità del corpus legislativo italiano. In questo sono usuali leggi con 120, 180 parole per periodo”.

matteo_renzi_and_maria_elena_boschi
Matteo Renzi e Maria Elena Boschi.

A questo punto non può non venire in mente, su tutte, la modifica dell’articolo 70 prevista dalla riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, per la quale siamo chiamati a esprimerci con il referendum del prossimo 4 dicembre. Tale modifica è stata giustamente ridicolizzata da attori ed esponenti del mondo dello spettacolo, che hanno letto pubblicamente la leggibile forma attuale dell’articolo, il quale in solo nove parole spiega che “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”, e quella assolutamente illeggibile nella nuova versione di 483 parole.

L’alta leggibilità della Costituzione italiana, risultato della felice compresenza di vocabolario di base e brevità dei periodi, “consente di scorgere uno straordinario impegno dei Costituenti nella direzione dello scegliere parole di massima accessibilità”, soprattutto in un’Italia che aveva ricevuto in eredità dal fascismo un altissimo tasso di analfabetismo. Infatti, spiega De Mauro, “il regime fascista aveva risolto a suo modo il problema delle dimensioni drammatiche del cronico analfabetismo nazionale: aveva fatto eliminare dai censimenti ogni domanda sul saper leggere e scrivere”.

Se però l’analfabetismo in Italia non è più un problema oggi, l’analfabetismo di ritorno e l’analfabetismo funzionale lo sono eccome. Eppure, al comma secondo dell’articolo 3 della Costituzione si legge:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Le differenze di capacità linguistica sono certamente uno degli ostacoli che la Repubblica Italiana ha il compito di rimuovere. Ma i periodi lunghi e intessuti di parole poco comprensibili previsti dalla riforma costituzionale sembrano proprio andare in direzione opposta a quest’articolo fondamentale. E piuttosto che cercare l’incostituzionalità nel testo referendario, mi sembra che questa si possa trovare già nella mancanza di trasparenza e leggibilità del testo costituzionale “riformato”.

levi
Primo Levi.

Cambiare la Costituzione è come mettere mano, non dico alla Divina Commedia, ma a una qualsiasi grande opera della letteratura italiana del Novecento. Permettereste in maniera pacifica che si ritoccasse qua e là Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Se questo è un uomo di Primo Levi, oppure Ossi di seppia di Eugenio Montale? E non tanto, o non solo nei contenuti, quanto soprattutto nella forma, nella veste linguistica, nell’italiano di Dante che questi grandi scrittori ci hanno consegnato?

La riforma costituzionale Renzi-Boschi, oltre ai tanti risvolti politici e giuridici, renderebbe vani tutti gli sforzi dei nostri padri costituenti volti a consegnarci un testo bello, chiaro, LEGGIBILE.


L’articolo 70 della Vecchia e Nuova Costituzione letto dall’attore e comico Ugo Dighero.

L’attore Claudio Santamaria legge il ‘nuovo’ articolo 70 della Costituzione.

Advertisements

Un pensiero su “Votare NO al referendum per salvare l’italiano di Dante

  1. Bravo Professor Francesco condivido il Tuo pensiero sulla Costituzione che non andrebbe cambiata per cui sarebbe giusto votare NO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...