La novità di Facebook che ancora nessuno dice


Una modifica che rivoluziona la gestione delle pagine facebook e danneggia i blogger.

Durante la Pasqua, mentre si festeggiava e banchettava allegramente, e magari si aveva meno tempo per stare su Facebook, e non solo a postare foto di gatti, cibarie pasquali regionali e gli immancabili selfie con le labbra a canotto, ma neppure per pubblicare qualcosa con la pagina della propria azienda, il proprio giornale o, come me, del proprio blog letterario; mentre si celebrava la resurrezione del Salvatore avvenuta circa duemila anni fa, Mark Zuckerberg, zitto zitto, cheto cheto, ha pensato bene anche lui di risorgere, o meglio di insorgere qualche giorno fa e, approfittando della distrazione generale, ha apportato una modifica al suo giocattolino quotato in borsa di non poco conto.

E, a differenza della inutilissime “reaction” (anche se sembra che da tempo fossero agognate dall’utenza facebookiana di massa, e si sa che è quella la fetta da accontentare, sempre, per farla stare buona fino al prossimo mal di pancia), che hanno avuto una super pubblicità, di questa importante novità sembra che ancora nessuno ne abbia parlato, neppure il sito fondato dal guru dell’informatica Salvatore Aranzulla

Bando alle ciance, mi riferisco alla gestione delle pagine facebook, e proverò a spiegare il punto non certo da tecnico quale non sono, ma da dilettante autodidatta; e magari proprio in questo modo, ossia non usando tecnicismi che non conosco, potrò essere maggiormente utile anche ai tanti amici blogger che hanno a loro volta la pagina facebook del loro sito.

Dunque: innanzitutto, per creare una pagina su Facebook bisogna avere necessariamente un account personale; dopodiché, una volta creata una pagina, fino a qualche giorno fa era possibile usare il social network più popolare al mondo sia dal proprio profilo personale, sia direttamente come pagina. In pratica: nella barra blu in alto io potevo vedere sia la foto del mio profilo personale, col nome Francesco accanto, oppure, se preferivo, direttamente la foto della pagina del mio blog, ossia la macchina da scrivere tratta dal film The Words, col relativo nome, Francesco Feola – Blog Letterario.

like_as_page

Questo, soprattutto per un blogger come me, era una gran bella cosa, per un motivo fondamentale: dal momento che potevo mettere un like a determinate pagine come Francesco Feola, e ad altre come Francesco Feola – Blog Letterario, oppure, se volevo, come entrambi (cosa che è, fortunatamente, ancora possibile, anche se meno immediata attraverso la funzione “Metti ‘mi piace’ a nome della Pagina”), le pagine che piacevano a me come Francesco potevano, anzi giustamente dovevano non coincidere con quelle che mi piacevano come Francesco Feola – Blog Letterario; e quindi potevo avere una home del mio profilo personale, con i post degli amici e quelli di determinate pagine, e una home della mia pagina, diversa, con post più mirati di altre pagine cui mettevo “mi piace”, in questo caso tutte o quasi di siti riguardanti i libri, la lettura, e la Letteratura tout court.

Potevo… e ora non posso più. Sembra un’inezia, ma non è così, e i blogger che leggono sanno di cosa sto parlando: sostanzialmente, è molto più utile avere nella home della propria pagina i post di pagine affini, in modo che sia più immediato interagire con quei post attraverso like, commenti e condivisioni, e quindi interagire con quelle stesse pagine.

Un’altra “batosta” per i blogger dopo la sparizione nel nulla del contatore di Twitter, accompagnato da sbrigative spiegazioni da parte del social cinguettante pure approdato a Wall Street: in un articolo del 6 ottobre 2015, infatti, su The Official Twitter Blog è stato pubblicato un articolo dal titolo “Hard decisions for a sustainable platform” in cui Michael Ducker, Group Product Manager di Twitter, preannunciava l’abolizione del contatore per la fatidica data di venerdì 20 novembre 2015, una scelta obbligata per via di “aggiornamenti tecnici sostanziali”, ossia la migrazione da Cassandra a Manhattan.

Zuckerberg invece, o chi per lui, non mi risulta abbia motivato un bel niente (vuoi vedere che è tutta colpa delle reaction?) Una spiegazione plausibile che mi sono dato è che il Signor Facebook, notando un certo numero di fuoriuscite di account personali, accanto a un numero sempre crescente di account personali farlocchi, o meglio inutilizzati, che servivano solo da mezzo per creare pagine per promuovere la propria azienda o il proprio sito, ha pensato bene (nobilmente?) di rimettere al centro le persone. Volenti o nolenti!

Voi cosa ne pensate? E soprattutto, c’è qualche amico informatico in grado di darci maggiori e migliori delucidazioni al riguardo?

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13 pensieri su “La novità di Facebook che ancora nessuno dice

      1. Ecco, vedi? È come pensavo: l’upgrade è graduale, ma purtroppo per noi blogger non è un pesce d’aprile, bensì una modifica inesorabile (a meno che non facciamo arrivare a Mr. Zuckerberg una petizione di massa…)

  1. Quindi, piccola ERRATA CORRIGE: grazie alla user experience di alcuni amici blogger, che ringrazio per il pronto interessamento e contributo alla questione, abbiamo capito che la modifica è in atto già da prima di Pasqua. Quindi: o l’upgrade è effettivamente graduale come penso, oppure mi sono accorto in maniera tardiva della novità, che in ogni caso resta tale, e che al momento sembra portare con sé solo contro e nessun pro (lo scopriremo solo bloggando?)

  2. Ciao Francesco, mi sono accorta proprio ieri di questo problema… nella Home della pagina dedicata al mio blog (non quella dell’account personale, lì seguo solo pochissimi amici e non le pagine letterarie) non riesco più a vedere i post di tutti i blog letterari a cui mi ero iscritta e che seguivo ogni giorno, per mantenermi aggiornata. Ad esempio, non vedo più le novità postate dalla tua pagina letteraria (Francesco Feola – Blog Letterario), così come non vedo quelle di tanti altri blog che stavo seguendo, anche di altre piattaforme… Facebook era infatti utile per seguire anche i post di blog residenti in blogspot, e non solo in wordpress. Ma c’è la possibilità, che tu sappia, di risolvere questo improvviso impedimento?

    1. Ciao Alessandra. È da ieri che, come si suol dire, sto “smanettando” su Facebook e “googlando” in cerca di una possibile soluzione, ma al momento mi sembra che non esista. Credo che la scelta sia dovuta alla necessità del Social Network di rimettere in primo piano gli account personali, ovviando forse in questo modo a qualche defezione, o meglio alla pratica diffusa di persone che creano un account personale solo per poi creare una o più pagine. Qualcosa mi dice che presto, per vedere ripristinata la funzionalità in questione, bisognerà pagare, come già avviene per promuovere la propria pagina o singoli post della pagina. Ma questa è solo una mia ipotesi… 😉

      1. Io penso che invece Facebook debba cominciare a pagare noi per il tempo e i post che carichiamo… ci sono altri social che stanno cominciando con tale politica: tu scrivi loro ti pagano in qualche modo. 🙂

      2. Davvero? Dimmi di quali social si tratta, così mi ci iscrivo subito! Ad ogni modo, come si fa a non essere d’accordo con te, Christian… In fondo, molti utenti di Facebook contribuiscono in qualche modo a fare informazione, negli ambiti più disparati, ciascuno secondo le sue competenze o i suoi interessi. Quindi, perché non guadagnare anche solo un centesimo per ogni post che dia un simile apporto alla comunità globale degli internauti? 😀 Ti ringrazio per questo tuo spunto di riflessione! 😉

  3. Anch’io sto “soffrendo” da inizio settimana x questa simpatica novità: nessuno riesce, x il momento, ad uscirne fuori.Aranzulla non ne avrà parlato, ma noi blogger è da diversi giorni che ne discutiamo.
    Helppppp!

    1. Credo che ormai la modifica sia irreversibile, e comunque ci si abituerà, nostro malgrado… La cosa strana è che neppure da Facebook si siano ancora pronunciati in merito, forse non dando a questa novità il giusto peso. Ad ogni modo risulta chiaro, anche da altre funzionalità introdotte nella gestione delle pagine, che la società di Zuckerberg sta spingendo sempre più verso l’utilizzo a pagamento delle pagine, o comunque di buona parte delle caratteristiche che offrono, magari con una versione free e una premium. In questo modo si stanno rivolgendo soprattutto a coloro che hanno un’azienda o comunque un’attività redditizia, e che quindi sono ben disposti a pagare cifre comunque irrisorie per una pubblicità sicuramente efficace (stessa direzione verso cui sta andando anche Twitter…)

  4. ATTENZIONE: è vero che ora non esiste più la home della nostra pagina facebook, ma è vero anche che con la funzionalità “Visualizza le notizie delle pagine” che si trova nella colonna alla sinistra dei nostri pc (non mi sembra che ci fosse già, ma francamente non ricordo con certezza 😛 ) si possono vedere comunque tutti insieme i post delle pagine che piacciono alla nostra pagina, e per ogni singolo post possiamo decidere se interagire come persona o come pagina. Insomma, blogger, le cose si sono un po’ complicate, ma non disperiamo: poteva andare peggio! 😉

  5. Il cambiamento non mi provoca grandi problemi, dato che seguo anche attraverso il profilo personale tutte le pagine di mio interesse, però attraverso la pagina potevo “filtrare” le sole notizie culturali di maggior interesse dei siti e blog che seguo maggiormente, e questo, indubbiamente, mi disturba. La strategia di FB, del resto, è quella di incrementare la pubblicità, vendendo visibilità e promuovendo quelle forme di interazione che producono guadagno (se metto un like come “Athenae Noctua” non viene conteggiato, se invece lo inserisco come privato sì). Come sempre, ci rimette chi usa la rete a fini puramente divulgativi o di intrattenimento.

    1. Esattamente. O meglio: ci rimette chi usa la rete a fini divulgativi o di intrattenimento, come dici tu, e che cerca di farlo gratuitamente! Perché Facebook sta puntando a offrire un’esperienza completa e molto più vantaggiosa nella gestione delle pagine, a patto che tu paghi per determinati servizi (promuovere la pagina, mettere in evidenza il singolo post, promuovere il sito…), e ovviamente a discapito delle funzionalità free, ideali per noi blogger. Ma ci adatteremo, vero? 😉

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