Quel 16 ottobre 1943…


Anna Foa – Portico d’Ottavia 13

Mi è sembrato anche di fare una riparazione personale, soprattutto quando con le buste della spesa salivo per le scale, e pensavo a tutte le persone che avevano salito quelle stesse scale…

Anna Foa, professore associato di Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza, ha pubblicato nel 2013 per Editori Laterza un libro di estremo interesse, anche solo per la sua originalità nel raccontare le persecuzioni raziali: Portico d’Ottavia 13.

Portico_d'Ottavia_13_copertina
Copertina del libro

Il titolo è l’indirizzo dove ha abitato l’autrice, protagonista del libro, dal 2000 al 2012. Si tratta di un’antica casa medievale con un cortile rinascimentale, oggi in stato di degrado, indicata sempre come “Casa”, con la lettera maiuscola. È un edificio appena fuori dal perimetro del ghetto storico di Roma, ma pienamente all’interno dell’insediamento ebraico.

 

Anna Foa ha voluto raccontare la storia di questa Casa, che non fu certo risparmiata dal rastrellamento del ghetto di Roma, e quindi dei suoi abitanti, per raccontare in maniera intima la storia delle persecuzioni.

Il libro è basato essenzialmente su due tipi di fonti: da un lato le testimonianze dirette dei discendenti, dall’altro gli atti dei processi ai delatori e ai persecutori. La narrazione è permeata da un’ossessione per la ricostruzione dettagliata delle vicende di persone, famiglie e storie, cui l’autrice vuole ridare voce fino al più piccolo particolare: dalla storia della Casa, di chi vi ha abitato, alla Storia!

Ci si avvicina gradualmente al clima delle persecuzioni attraverso il dialogo con l’immediato dopoguerra, quando appunto iniziarono i processi. Il libro segue un percorso ben preciso. Il primo capitolo inizia proprio con il racconto di quel tragico 16 ottobre 1943, momento clou della razzia nel ghetto di Roma da parte dell’occupante tedesco, che isola le forze di polizia italiane, di cui non si fida, tenendole chiuse in caserma sin dal giorno prima.

Solo da quella Casa, in via del Portico d’Ottavia 13, e solo in quel “sabato nero”, i nazisti portarono via trentacinque ebrei. Si susseguirono poi altre piccole razzie nei mesi successivi, soprattutto per mezzo delle delazioni, con la cattura di altre quattordici persone, che si aggiunsero alla deportazione di oltre duemila ebrei romani nell’arco di circa nove mesi.

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Anna Foa in una recente intervista per Rai News sull’importanza della Memoria

La totale incomprensione della portata del fenomeno è dimostrata dal fatto che, durante la prima razzia, salgono sui tetti e si mettono in salvo solo gli uomini, pensando che il maggior pericolo fosse proprio per loro, mentre a essere arrestati sono per lo più donne, anziani e bambini…

Dei processi ai delatori e ai persecutori nel dopoguerra l’autrice parla diffusamente nel corso del libro. I capi d’imputazione sono rapina e sequestro di persona, poiché l’ordinamento giuridico italiano del dopoguerra non prevedeva come reato la vendita di un ebreo o la stessa delazione, riprova dell’inadeguatezza ad affrontare un fatto che ha colto nella totale impreparazione non solo l’Italia o l’Europa, ma il mondo intero.

Ora raccontare quelle storie è anche un modo per fare giustizia. All’autrice, infatti, “è sembrato anche di fare una riparazione personale, soprattutto quando con le buste della spesa salivo per le scale, e pensavo a tutte le persone che avevano salito quelle stesse scale…”

Anna Foa, Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43, Laterza, Roma-Bari 2013, pp. XVI+144

Epigrafe in memoria del 16 ottobre 1943, posta in Via della Lungara a Roma (foto scattate il 16 ottobre 2014)

IL 16 OTTOBRE 1943
INTERE FAMIGLIE DI EBREI ROMANI
STRAPPATE ALLE LORO CASE DAI NAZISTI
FURONO CONCENTRATE
IN QUESTO EDIFICIO
E DEPORTATE
NEI CAMPI DI STERMINIO

DI MILLE PERSONE
SOLTANTO SEDICI SOPRAVVISSERO

ROMA 16 OTTOBRE 1984     † S · P · Q · R

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2 pensieri su “Quel 16 ottobre 1943…

  1. Non ho letto questo libro, ma recentemente quel maledetto 16 ottobre è stato riportato alla mia memoria dalla lettura de La Storia di Elsa Morante e, sebbene alla prima lettura, ai tempi del liceo, questo episodio della persecuzione nazifascita non si fosse radicato nella mente, la sua ripresa me l’ha fatto apparire come uno dei fatti più duri descritti dall’autrice. Terrò quindi presente il suggerimento.

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    1. Ascoltai Anna Foa il 30 gennaio 2015, durante la presentazione di ‘Portico d’Ottavia 13’ a Pisa, all’interno di una serie d’incontri, seminari, lezioni, proiezioni e testimonianze per parlare di Olocausto, e di Memoria in generale. Mi colpì molto il punto di vista privilegiato di questo libro che, partendo dal minuto particolare degli abitanti di una casa del ghetto di Roma espande in un continuum il suo sguardo all’universale, ai tragici e disumani avvenimenti di una storia che non dovrà mai smettere di essere raccontata…

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