Lampi su Pasolini


“La storia d’Italia è piena di capitoli oscuri: bombe, omicidi, finti suicidi, sparizioni, finti incidenti…” A quarant’anni dall’omicidio di Pierpaolo Pasolini, proviamo a capire quella tragica notte all’Idroscalo di Ostia.

Francesco Feola

Pier Paolo Pasolini Pier Paolo Pasolini

La storia d’Italia è piena di capitoli oscuri: bombe, omicidi, finti suicidi, sparizioni, finti incidenti, Mattei, De Mauro, Feltrinelli, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, Rostagno, Ilaria Alpi, D’Antona, Biagi, Michele Landi, Ustica… A ogni morte un fascicolo distrutto, un memoriale scomparso, un computer manomesso. Anche l’omicidio di Pasolini è uno di quei capitoli bui?[1]

Il 2 novembre 1975, alle 6 e 30 del mattino, una donna rinviene sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia, accanto alla sua auto, un corpo senza vita, sfigurato e reso irriconoscibile dalla brutalità con cui l’uomo è stato ucciso. È il corpo di Pier Paolo Pasolini.

Viene prontamente fermato il diciassettenne “ragazzo di vita” Pino Pelosi, reo confesso. Le cose sarebbero andate, stando alla sua versione, in questo modo: il giovane avrebbe incontrato Pasolini alla Stazione Termini, e sarebbe stato da questi invitato a salire sulla sua Alfa Romeo GTV 2000, per poi…

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