L’epistolario inedito di Giacomo Puccini


Fotografi di Giacomo Puccini nel 1892 (tratta dalle tavole del libro)
Puccini in una foto del 1892 (tratta dalle tavole del libro)

Il primo dei nove volumi previsti per l’epistolario di Giacomo Puccini in edizione critica integrale è stato pubblicato lo scorso luglio dalla casa editrice Leo S. Olschki di Firenze, a “conclusione di un lavoro di anni, impegnativo ma anche entusiasmante”, come si legge nell’Introduzione.

Risultato di un ambizioso progetto coordinato da Gabriella Biagi Ravenni, professoressa di Storia della Musica all’Università di Pisa, nel libro, curato dalla stessa Ravenni e da Dieter Schickling, esperto studioso di Puccini, sono trascritti con zelante criterio filologico i messaggi affidati dal grande compositore toscano a lettere, cartoline (spesso illustrate con la sua fotografia, quando già era famoso a livello internazionale), telegrammi e biglietti da visita intestati.

Un Puccini inedito, con più di 150 lettere stampate per la prima volta tra le 784 di questa prima uscita (e chissà quanti altri inediti saranno presentati nei volumi a venire), datate dal 1877, quando era ancora uno studente di musica nella sua Lucca, al 1896, all’epoca in cui era già l’acclamato autore della Bohème oltre che di Manon Lescaut.

Fedelmente riprodotti sono i disegni con cui Puccini corredava le sue lettere, come le tre caricature che ritraggono se stesso, la sorella Ramelde e suo marito Raffaello Franceschini, o una manina che fa le corna subito dopo aver scritto che la prima della Bohème a Napoli sarebbe stata di venerdì 13!

Destinatari delle missive sono i familiari, prima fra tutti la mamma, cui il giovane Giacomo invia la lista delle spese mediche sostenute per “un forte dolor di testa alla nuca e la gola tutta infiammata”, gli amici del conservatorio a Milano, i suoi librettisti tra cui Luigi Illica, al quale pure disegna nel corpo di una lettera un suo simpatico autoritratto di profilo, gli interpreti delle sue opere come il tenore Francesco Tamagno e, quasi un piccolo romanzo epistolare a sé, le venticinque lettere a Elvira Bonturi, sua compagna di vita.

cartolina_Puccini_Ricordi_Tosca
La cartolina a Giulio Ricordi con l’inizio della Tosca (tratta dalle tavole del libro)

Interessante è poi la cartolina, inserita tra le pregevoli tavole a colori con foto e manoscritti autografi, inviata il 15 ottobre 1896 al suo editore Giulio Ricordi, in cui Puccini riporta una breve partitura con le “prime note Toscane (ah fosser l’ultime!)”, così documentando l’inizio della composizione di uno dei suoi capolavori: la Tosca.

Questo primo volume dell’Epistolario, alla cui pubblicazione hanno contribuito il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, fa parte dell’Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini, promossa con decreto istitutivo nel 2007 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La copertina del volume
La copertina del volume

Le ricerche del comitato editoriale sono durate ben venticinque anni, con una mole di lettere che è cresciuta nel tempo, passando dalle iniziali 4.000 nel 1989 alle oltre 8.000 di cui si è giunti a conoscenza fino al 2014. E tuttavia, proprio alla luce di questi dati, si pensa che le lettere effettivamente scritte durante tutta la vita siano più del doppio, ossia circa 20.000. Non è pertanto escluso che se ne aggiungano altre in futuro, e quindi altri volumi oltre a quelli già annunciati dal piano di un’opera che resterà certamente insuperata.

Giacomo Puccini. Epistolario. Vol. I: 1877-1896, a cura di Gabriella Biagi Ravenni e Dieter Schickling, Fierenze, Leo S. Olschki Editore 2015, pp. xxvi-688, euro 70,00


Articolo apparso, in versione ridotta e col titolo Le lettere del Maestro, su «Il Fogliaccio», n° 462 (11 settembre 2015-24 settembre 2015), p. 7
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2 pensieri su “L’epistolario inedito di Giacomo Puccini

    1. Grazie mille. Sì, si prospetta un’opera monumentale, che getterà nuova luce su Giacomo Puccini, sia dal punto di vista artistico e professionale, sia soprattutto dal punto di vista più intimamente umano, tra affetti familiari e amicizie, ambizioni e difficoltà, dai primi successi alla definitiva consacrazione a livello internazionale come uno dei più grandi operisti di sempre.

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