Al via Pisa CoderDojo


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Dal 19 marzo scorso è ufficialmente partita presso la Biblioteca SMS l’avventura di Pisa CoderDojo, iniziativa promossa da alcuni studenti di Informatica dell’Università di Pisa. Ma di cosa si tratta?

CoderDojo è un movimento globale interamente basato sul volontariato, promosso da Hello World Foundation con sede a Dublino, che ha l’obiettivo di insegnare ai bambini a programmare, principalmente per colmare il peak code. È stato infatti registrato che dal 2013 la richiesta di programmatori supera di gran lunga il numero effettivamente disponibile di tale figura professionale.

A muovere questa macchina ci sono esperti di programmazione chiamati mentors che si costituiscono in club e creano in tutto il mondo sempre nuove sedi, i dojo, che coinvolgono bambini e ragazzi tra i 10 e i 17 anni, i ninja della programmazione, e i loro genitori in un paio di incontri mensili di due ore ciascuno.

E dunque dal primo esperimento a Cork, CoderDojo, il cui motto è Be cool!, vanta oggi presso biblioteche, scuole e aziende oltre 180 sedi in diverse nazioni, dagli Stati Uniti all’America Latina, dall’Africa all’Europa (vero nucleo propulsore), dall’Asia fino all’Australia.

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I tre mentors del Pisa CoderDojo: Luca Rinaldi, Davide Neri e Stefano Forti

In Italia il primo CoderDojo è stato a Firenze. E ora è finalmente approdato anche a Pisa. Il merito è di Davide Neri, Luca Rinaldi e Stefano Forti, un gruppo di studenti iscritti al corso di laurea magistrale in Informatica e Networking presso l’Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant’Anna.

«È Stefano che ha conosciuto CoderDojo, proprio a Dublino, dove è stato in erasmus», mi spiega Luca, «e di ritorno ha voluto fortemente importare il progetto anche a Pisa, dove ancora non esisteva un dojo, coinvolgendo me e Davide». Ai tre si è poi aggiunto con altrettanto entusiasmo Vittorio Massaro, anche lui studente di Informatica all’Università di Pisa. «CoderDojo nasce sì per colmare il peak code» prosegue Stefano, leader del gruppo di mentors, «ma quello che ci anima è anche e soprattutto sensibilizzare i bambini, e insieme i loro genitori, a un uso più consapevole del computer e di internet, anche se poi nessuno di loro diventerà un programmatore!» E, aggiunge Davide, «ci piacerebbe che acquisiscano nel tempo le capacità di interagire tra di loro e risolvere problemi cooperativamente».

Vista esterna della Biblioteca SMS
Vista esterna della Biblioteca SMS

La sede scelta per Pisa CoderDojo è la nuova e colorata Biblioteca SMS, e il primo laboratorio interattivo si è tenuto giovedì 19 marzo. Tra i ninja, circa una ventina, c’erano molti bambini delle elementari, qualcuno delle scuole medie e un paio di ragazzi del liceo. I più piccoli erano accompagnati dai genitori, curiosi almeno quanto i figli. Ognuno col suo pc, un bambino chiede se va bene anche il suo tablet («che è Apple!»), ci si connette alla rete Wifi di Pisa, da cui l’SMS è coperta, e si inizia.

Prima domanda che Stefano rivolge al suo giovane uditorio: «Come usate il computer?» Disparate sono le risposte che arrivano (e si accavallano allegramente): videogiochi, film, YouTube, email, ricerche scolastiche (soprattutto attraverso Wikipedia), musica, ordinare cose (eBay, Amazon, ecc.), Word (forse qualche aspirante scrittore…), Skype, FaceTime (che qualche bimbo più informato degli stessi mentors precisa essere la versione Apple di Skype), PowerPoint, Facebook (come non aspettarsene l’uso o solo la conoscenza anche tra i più piccoli?), tv in streaming, Excell, sito della scuola per l’accesso al registro online. Il più grande dei ninja, al biennio del liceo, giocando d’anticipo suggerisce anche programmare.

Il logo di Scratch
Il logo di Scratch

«E quali di questi usi sono creativi?» prosegue a questo punto Stefano. Ovviamente, anche se i bambini riconoscono una certa creatività in alcuni degli usi appena elencati, il mentor vuole arrivare a dimostrare e far scoprire e apprezzare anche ai suoi giovani discenti la creatività del programmare. E introduce Scratch, un linguaggio di programmazione didattico che ha come logo un simpatico gatto arancione.

«Con Scratch non vi limitate più a giocare ai videogiochi, con Scratch siete voi che create videogiochi, animazioni, storie, musiche, personaggi, strumenti, ecc.». L’immediatezza grafica di tale linguaggio è quanto di più adatto ci possa essere per i giovanissimi programmatori, che apprendono attraverso il suo aspetto ludico. «Quanti di voi hanno giocato (o giocano) con le Lego? Bene, Scratch funziona come con le lego, bisogna incastrare i mattoncini, ciascuno dei quali corrisponde a un processo».

E dopo aver spiegato brevemente, attraverso un linguaggio semplice e giocoso, alcune informazioni preliminari, compreso cosa sia in informatica un “baco” (un errore durante la scrittura), Stefano, Davide, Luca e Vittorio hanno lasciato che i ninja si sbizzarrissero a programmare quello che volevano, facendo compiere al gatto arancione le più improbabili acrobazie, e sono rimasti a disposizione tra i tavoli per tutti i dubbi e le richieste di aiuto che gli rivolgevano sia i bambini che i loro genitori.

Il primissimo appuntamento con Pisa CoderDojo si è concluso con tanto di foto di gruppo mentors-ninja. Soddisfatti i genitori, contenti i quattro promotori, felicissimi i bambini, che hanno passato un paio d’ore ad apprendere giocando e divertendosi tra di loro.

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